Miele, Armando. Tra vento e vele (Manduria, Editore Filo, 1999, pagg. 192, Lire 20.000)
di Giancarlo Basile in: “Lega Navale”, luglio-agosto 2000
I racconti che compongono il libro, diciassette in tutto, costituiscono una piacevole lettura per l'appassionato di vela e di vita in barca e per chi è attratto da questo mondo.
L'Autore, egli stesso grande appassionato di vela che pratica fin da ragazzo, riesce ad esprimere quel certo modo di concepire la vita che accomuna coloro che amano il mare e le barche: la voglia di libertà, di avventura, di contatto diretto con la natura, la semplicità o meglio l'essenzialità dei loro pensieri, dei loro bisogni, la spontaneità dei loro rapporti con i compagni di avventura; sentimenti difficilmente riscontrabili nella vita quotidiana, che quella in barca a vela invece esalta. Se a questo si aggiunge il fascino della scoperta di nuovi lidi e di nuove genti, fatta nella maniera più diretta e antica, arrivando dal mare a vela, si può capire perché i velisti amanti della crociera lo siano al punto da poter apparire eccentrici o maniacali.
Il tipo di vita imposto dai ritmi della società moderna è esattamente il contrario di quello che si conduce a bordo di una barca e spesso risulta alienante, se non frustrante. Un numero crescente di persone e attratto oggi dal mare e dalle barche perché desidera allontanarsi da tutto ciò, sia pure per un breve periodo. Quando si mollano gli ormeggi per intraprendere un'avventura sul mare, si riportano a galla sentimenti e aspirazioni che la vita di tutti i giorni ha costretto a seppellire in fondo all'anima. E, nonostante le privazioni e i sacrifici imposti dalla barca, o forse arche per questi, si riscoprono i valori più genuini e ci si sente appagati. Il messaggio trasmesso attraverso gli episodi narrati dall'Autore vuole appunto esaltare una tale verità.
Buona la veste editoriale.