All’Expo dominano i libri «pugliesi».
E una nuova casa editrice di Manduria premia l’acquisto di un volume offrendo una bottiglia di vino doc. Un suggerimento agli organizzatori: perchè non allestire una sala di lettura?
di Bianca Tragni in: “Contrappunti”, aprile 1998
Leggere un buon libro è come bere un bicchiere di buon vino rosso: non è una metafora ma è un fatto realmente accaduto alla Fiera del Levante durante Expolibro, la specializzata dedicata all'editoria. Chi ha realizzato questo originale accostamento tra palato e intelligenza, è stata una giovane casa editrice pugliese, la Filo di Manduria, per presentare al pubblico della fiera la sua ultima creatura intitolata Dal merum al Primitivo di Manduria - storia e vita di un vino DOC pugliese, un libro di 140 pagine, illustrato da foto di Uliano Lucas, contenente tre saggi sulla storia, la cultura, l'enologia, la gastronomia, la tradizione del vino primitivo di Manduria.
Per tutti i visitatori c'era un assaggio di questo straordinario vino dolce e potente; per chi acquista il libro, addirittura una bottiglia in omaggio. Insomma è stato il classico prendere due piccioni con una fava, per promuovere due prodotti di qualità della nostra regione: il libro e il vino. Forse quest'idea di unire due settori merceologici diversi per promuoverli entrambi, non è male come novità. Ma la cosa più interessante di questa esposizione è stata la vitalità che mostra l'editoria pugliese che, per quanto piccola e lamentosa, sforna titoli su titoli, spazia su campi diversissimi dello scibile, dalla storia alla letteratura, dal collezionismo alla didattica e via dicendo.
E strano che più si denuncia lo scarso attaccamento degli italiani alla lettura e più nascono case editrici che creano libri da leggere.
A volte anche solo da vedere, da sfogliare, da mettere in casa come oggetti d'arte. Spesso e volentieri si tratta anche di cascame, di libri fatti solo per vellicare la personale vanità dell'autore, libri che, aldilà della cerchia degli amici, non avranno mai un mercato; o addirittura di libri editati dalla propria casa editrice, creata apposta per stampare se stessi, visto che non lo fanno gli altri.
Ma è un segno questo che la vera, la maggiore editoria pugliese fa opera di scelta e di discernimento critico, come deve essere per aziende il cui specifico è produrre cultura. Comunque la vivacità del settore è assicurata; il pullulare delle edizioni è un fatto positivo se ben sostenuto e indirizzato verso i lettori. Che sono il fine ultimo di ogni operazione libraria.
A questa edizione di Expolibro, svoltasi dal 12 al 15 marzo scorso, i visitatori sono stati tanti; non sappiamo se trasformatisi tutti in acquirenti e in lettori. Anche perchè mancava, tra i tanti box, uno che invitasse a fare esperienza diretta di lettura. Sì, è un suggerimento che ci permettiamo di dare agli organizzatori della futura edizione (se ci sarà: venti di crisi soffiavano quest'anno sulla ancor giovane iniziativa della Fiera del Levante). Attrezzare, al centro degli stands delle case editrici, un vano trasparente ma acusticamente isolato in cui il visitatore può concedersi 10 o 15 minuti di relax intelligente, leggendo qualche pagina di un libro; o quello da lui scelto e comprato negli stand, o quello prestatogli dagli addetti al box-lettura, che potrebbero essere quelle gentili ma inutili signorine che, sotto la scritta "informazioni" non sapevano e non facevano nulla, salvo a spedire il richiedente a un altro ufficio stampa, dove un mieloso milanese ne sapeva meno di loro in fatto di libri...
Ma diamo un'occhiata panoramica alle case editrici pugliesi: molto presente la provincia di Taranto in cui si notano la storica Lacaita di Manduria, terra feconda per gli editori, visto che ne son nati altri due, il già citato Filo e il Barbieri, specialista in Santini da collezione; la Scorpione, editrice della prestigiosa rivista Taras e specialista in pubblicazioni sulla Magna Grecia, fra cui si segnalano quelle per ragazzi, come il fumetto di Ikko ad Olimpia, corredato di un ... tempio greco in piena regola, naturalmente di cartoncino, da montarsi come un puzzle. Un gioco simpatico per avvicinare i nostri ragazzi alla grande storia antica di Puglia.
Fra il Salento e il Barese è da considerarsi l'editore Schena il cui ampio catalogo, tutto sciorinato nella mostra, fa impressione per ricchezza di titoli, di autori, di argomenti, di belle copertine. Peccato per qualche caduta di tono, visto che si passa con disinvoltura dagli specialisti universitari di lingua francese a qualche autore che non conosce nemmeno la lingua italiana...
Ancora più fertile la provincia di Bari che espone sei case editrici fra cui spiccano la Adda, per lo scavo che da anni conduce nella cultura regionale con numerosi titoli di arte, storia, letteratura, turismo, testi scolastici; l'Adriatica altrettanto ricca e prestigiosa; le due Laterza, la storica e la Giuseppe di Giuseppe; la Levante, la Palomar.
Grave assenza quella della provincia di Foggia che pur vanta buone edizioni con varie aziende editoriali. Numerosi poi i distributori, agenti o librai vari, che però confondevano un po' il panorama produttivo. Tra i forestieri citiamo solo una s.n.c. di Pesaro dal titolo, che è tutto un programma, "E lucean le stelle": infatti produce solo compact disc di musica classica. Da segnalarsi a tutti gli appassionati del genere. Come agli appassionati di fumetti si segnala la ditta Sassi Gaetano di Corato.
Ci fermiamo qui per non cadere nella stessa confusione che ha un po' inficiato questa edizione di Expolibro e che speriamo sia eliminata dalla prossima: una edizione che s'ha da fare, per migliorare questa, non per affossarla.
L’avventura del Primitivo per brindare alla storia
di Rina Durante in: “Quotidiano”, 25 marzo 1998
Sarà perchè legati alla sfera di una raffinata sensualità, quella gastronomica, i volumi che trattano di questo argomento risultano spesso di un'eleganza che appaga in un primo luogo i sensi, la vista soprattutto, ma anche il tatto. Ne è un esempio, Dal merum al Primitivo di Manduria, di Gianni Jacovelli, Bianca Tragni e Pietro Grano pubblicato dall'editore Filo di Manduria, un volume bello da vedere e da toccare, ma soprattutto da leggere. Lo segnaliamo subito agli appassionati della materia, ma anche a chi vi si accosta per la prima volta, con l'ansia di capire origini, storia, tecniche, misteri, in una parola, l'avventura del vino, in particolare, del Primitivo di Manduria. Che, derivando dal "merum" o, come si dice a Lecce, "mieru", cioè vino sincero, può considerarsi il progenitore dei vini jonico-salentini. Dunque, tutto quello che volevate sapere sull'origine del vino in assoluto. Ma anche tante altre notizie. Lo sapevate che Engels, coautore con Marx del Manifesto del Partito comunista, si occupò del vino e dei suoi effetti sul proletariato? Che l'ebrietà fu considerata una faccenda privata solo fino al '700? Ce ne parla Gianni Jacovelli, il quale osserva che, mentre negli ultimi decenni, le tendenze degli italiani si erano orientate verso i bianchi, di recente sono state riscoperte le virtù del rosso, con nuova stagione di gloria per il Brunello, Barolo, Barbaresco, Chianti e altri nettari di solida stoffa. L'evoluzione del mercato rappresenta un'eccezionale opportunità per il Primitivo di Manduria, che pur possedendo una personalità esclusiva, a suo modo è una sintesi dei gusti contrapposti: rosso ma fruttato, potente ma equilibrato, di gran corpo ma vellutato... Il Primitivo ha vantaggi supplementari. Costa ben poco, rispetto a bottiglie di medesimo pregio (se esistono paragoni possibili nell’infinita diversità dei vini). Si sposa felicemente con molti cibi; se non da tutto pasto, quasi. Un prodigio rispetto all'unicità del prodotto. Questo vino straordinario, che si produce dai vitigni soprattutto del Tarantino, ha una storia antica. Non favoleggia, (e anche se lo fa, lo fa con stile), Gargano, quando racconta dei greci e dei romani, di Annibale e quanti altri, conquistatori e poeti, che si inebriarono con questo vino e ne trassero linfa e ispirazione alle loro imprese. Bianca Tragni ricostruisce l'itinerario che portò il "merum" a diventare il Primitivo di oggi, cioè un viaggio di 30 secoli, fino a1 riconoscimento della Doc, nel 1974; dai primi vitigni importati dagli Illiri, all’ "oinon" o vinum dei greci, fino allo "Zinfandel"; un rosso californiano, molto senile a1 Primitivo di Manduria. Fornisce anche informazioni relative ai disciplinari, nonché alle zone in cui si produce, che riguardano la provincia di Taranto, ma anche in parte di, Brindisi. Infine Vincenzo Bonassisi suggerisce i piatti con i quali questo magnifico rosso si abbina più piacevolmente. Arricchiscono i1 volume, le splendide foto di Uliano Lucas. Lo completano, alcune etichette storiche e recenti di case produttrici del Primitivo.
La vera storia e vita di un vino «doc» pugliese.
Un volume interamente dedicato al “Primitivo di Manduria”
di Giancarlo Antonucci in: “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 8 marzo 1998
E' la bevanda regina delle nostre campagne, alimento apprezzato sulle tavole imbandite, eppure la letteratura specialistica stranamente sorvola, dedicando al vino Primitivo Doc di Manduria spazi troppo esigui.
Questa constatazione, insieme all'amore per la sua terra e al desiderio di approfondire la conoscenza, di divulgarne l'immagine anche aldilà dei confini d'origine, ha indotto l'editore manduriano Fulvio Filo Schiavoni a realizzare in collaborazione con un gruppo di qualificati amici Dal "merum"al Primitivo di Manduria, libro che è progetto editoriale sulla storia e la vita di un vino Doc pugliese.
Nelle 140 pagine del volume in elegante edizione cartonata si articolano gli interventi: Gianni Jacovelli, medico e docente di Storia della medicina con L'epopea del vino fra mito, medicina e storia fa un puntuale excursus sull'uso del prelibato nettare nelle civiltà mediterranee dall'antichità all'età moderna e con-temporanea. La scrittrice Bianca Tragni si sofferma sul Primitivo di Manduria che definisce "gran padre di tutti i vini" per raccontarne le virtù celebrate dall'acquisizione del marchio Doc che da più di vent'anni ormai certifica le inconfondibili caratteristiche di gusto tanto apprezzate dagli estimatori. Con Un senso di mistero il giornalista napoletano Pietro Gargano offre una lettura brillante e colorita, esponendo divertito le piacevoli sensazioni procurate dal dolce aroma del vino pugliese. Del celebre giornalista enologo Vincenzo Buonassisi è poi la breve esplorazione gastronomica sui magici accostamenti del Primitivo con i sani e prelibati piatti della cucina povera contadina che ne esaltano la ricchezza, la vitalità e la personalità. Le immagini in bianco e nero e a colori del Primitivo, alle quali sembra dar vita l'obiettivo fotografico di Uliano Lucas, raccontano infine per icone i momenti cruciali della trasformazione dell'uva in vino.
In appendice le etichette delle più celebri ditte di imbottigliamento e l'articolato integrale della disciplinare di produzione Doc del 1975 che comprende i territori dei comuni limitrofi di Sava, Maruggio, Avetrana, San Marzano, Fragagnano, Torricella, Lizzano, Pulsano, Faggiano, Carosino, San Giorgio Jonico, Leporano, Talsano e isole amministrative di Taranto nella provincia jonica, i territori dei comuni di Erchie, Orla e Torre Santa Susanna in provincia di Brindisi.
Studioso appassionato delle tradizioni vitivinicole dell'area jonica, produttore di vini di singolare qualità, lo stesso Filo Schiavoni dopo aver intrapreso da alcuni mesi una vivace attività editoriale, ha da poco assunto anche la presidenza del Consorzio di Tutela del Primitivo che raduna i produttori ed estimatori del vino Doc prodotto nella cittadina messapica, coniugando e coronando dunque con questo prezioso volume due attività di prestigio in un matrimonio fortunato e degno di sempre maggior successo.
In sostanza un'opera completa e coerente con gli obiettivi di valorizzazione dei caratteri di tipicità dei prodotti locali assunto dalla Provincia di Taranto, il cui assessorato alle Attività Produttive l'ha perciò adottata come veicolo di diffusione del Primitivo sulle tavole dei consumatori di tutta Italia e del mondo, concorrendo così alla riscoperta della autentica identità territoriale.