Superstizione e medicamenti dell'antica medicina popolare

 

di S. S. in: “Corriere del Giorno” del 4 settembre 2001

 

 

Superstizioni, medicamenti popolari e tarantolismo" è l'interessante volume pubblicato a Manduria da Filo Editore.

Un compendio sulla medicina popolare pugliese del Novecento scritto agli inizi del secolo dallo scrittore e medico manduriano, Michele Greco (1887 ‑ 1965) e mai edito.

Il libro contiene una raccolta di "rimedi per sanare" utilizzati nel Meridione d'Italia sino agli anni Venti: "Per le malattie cardiache era usato dal popolo porsi sul cuore dei rospi schiacciati", per i timorosi, invece, "è necessario che colui il quale è colpito dalla paura orini a lungo, quindi beva un buon bicchiere di vino in. cui sia stato spento un carbone acceso. Si dice che la paura passa via in un attimo!". Contro tutti gli altri mali, invece, "lasciare macerare un topo nell'olio per un anno ed ungersi con la pozione la parte dolente". Sono questi alcuni dei rimedi contenuti nell' opera di Michele Greco. L'autore racconta quelli che un tempo erano i principali rimedi alternativi alla medicina ufficiale. L'opera, scritta nel gennaio del 1912, mai pubblicata, scomparsa per diverso tempo dalla biblioteca comunale di Manduria "Marco Gatti", è stata recuperata grazie ad un suo discepolo, Rino Contessa, che negli anni Settanta ne aveva trascritto l'intero contenuto. "Questi miei pochi appunti ‑ scriveva Michele Greco nell'introduzione ‑ non hanno la pretesa di uno studio compiuto della medicina popolare e di tutte le superstizioni che ad essa si collegano. Sono delle note che io ho tratto direttamente dal popolo interrogando ed investigando". Il volume termina con un capitolo dedicato al fenomeno de "tarantolismo", in cui l'autore racconta delle visite effettuate sua alcuni pazienti colpiti dal misterioso male provocato dal pizzico della "Tarantola" e delle minuziose descrizioni dei riti pagani dei guaritori‑musicanti.




Medicina per tarantolanti. Quando la scienza scende a patti con la leggenda

 

di Nazareno Dinoi in: “Corriere del Mezzogiorno” Supplemento del “Corriere della Sera”, 9 agosto 2001

 

«Per le malattie cardiache era usato dal popolo porsi sul cuore dei rospi schiacciati». Per i timorosi, invece, «è necessario che colui il quale è colpito dalla paura orini a lungo, quindi beva un buon bicchiere di vino in cui sia stato spento un carbone acceso. Si dice che la paura passa via in un attimo!». Ed ancora, contro tutti i mali, «lasciare macerare un topo nell'olio per un anno ed ungersi con la pozione la parte dolente». Sono solo alcuni dei rimedi di cura contenuti nell'opera di Michele Greco, Superstizioni, medicamenti popolari e tarantolismo. Un compendio sulla medicina popolare pugliese del Novecento scritto agli inizi del secolo scorso dallo scrittore e medico manduriano, Michele Greco (1887‑1965) e mai pubblicato. Una straordinaria raccolta di «rimedi per sanare» di cui si era persa memoria, utilizzati nel Meridione d'Italia sino agli anni Venti. Viaggiando tra ciarlataneria e magia, l'autore racconta con l'occhio dell'esperto quelli che un tempo erano i principali espedienti della medicina non ufficiale. Nei suoi racconti, lo scetticismo del medico lascia spesso spazio alla sua innata e credulona concretezza popolare, sino a diventare egli stesso sperimentatore critico e osservatore fedele di taluni esiti positivi.

Destinata all'oblio per la misteriosa scomparsa del manoscritto autografo dalla biblioteca «Marco Gatti» di Manduria, dove era conservato, l'opera di Michele Greco è stata recuperata grazie all'intuito di Rino Contessa, suo discepolo, che negli anni Settanta ne aveva trascritto l'intero contenuto.

Dagli scritti dello studioso si staccano figure e professioni dimenticate come le «medichesse», donne molto brave a ridurre lussazioni e nella preparazione di decotti dagli ingredienti sconosciuti, ai «serpari», catturatori di serpenti che, provenienti da Galatina, erano assoldati dal popolo per liberare i campi infestati dalle serpi. O come i «masciari», uomini o donne cui si attribuivano poteri arcani come il malocchio o la fattura. «Sia queste forme di mascìa sia tutte le manifestazioni di laurismo (il lauru è lo spirito della casa, ndr) spiega il medico ‑ sono quasi sempre dei fenomeni isterici, bene accertati».

A completare l'opera, un interessante capitolo dedicato al «tarantolismo». Racconti inediti e resoconti di visite effettuate su pazienti colpite dal misterioso male derivato dal pizzico della «tarantola» e minuziose descrizioni dei riti pagani di guaritori‑musicanti. «Dagli studi compiuti al riguardo nel mio paese nativo e dalle notizie ricevute da colleghi della mia provincia ‑ scriveva Greco ‑ sono indotto a ritenere che appena una metà delle donne danzanti con quella data mimica e con quegli apparati caratteristici che ricordano le baccanti dei tempi andati, è costituita da vere tarantolate. Il rimanente dei casi va compreso nel grande e multiforme quadro clinico dell'isterismo, potendosi la malattia, a somiglianza di altre nevrosi, produrre e riprodurre per contagio morale».



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