LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DEL 19/09/2006

Ecco “Protagonisti” Uomini e donne vissuti nel xx secolo

Non diciamo forse: «Ai tempi di...», per far inquadrare subito, ai nostri interlocutori, a che periodo ci riferiamo? Ed «ai tempi di...» non è forse dedicata una fortunata collana di libri, che illustra la vita quotidiana di una città, di una regione, di una nazione nel periodo in cui visse una determinata persona o un gruppo ben definito di esse? Sono gli uomini, dunque, che, nel bene e nel male delle loro azioni, fanno la storia e questo vale per tutti i «livelli» di essa, microstoria compresa. Nelle nostre comunità cittadine, del resto, forse che non ci si riferisce a qualche sindaco, a qualche medico, a qualche sacerdote, come del resto alla levatrice, ad un insegnante di scuola elementare o ad un «leader naturale» in auge, per indicare quel determinato periodo di vita cittadina? Non era sbagliato, del resto, nelle scarne cronache locali di fine Settecento-inizi Ottocento, annotare la frase incidentale «Tizio sindaco», o «Caio arciprete».
E sulla stessa lunghezza d’onda, può essere descritto il Novecento. Un bel tentativo, in tale senso, lo ha fatto Pancrazio Rizzato con «Protagonisti-Uomini e donne di Erchie vissuti nel sec. XX», un libro in splendida veste grafica, pubblicato da «Filo editore», con la consueta cura che lo contraddistingue.
Si tratta di 264 pagine intense, presentate dal sindaco della cittadina, Lino Massimo Prima, che sottolinea come l’autore, «con questa sua nuova opera ha voluto restituirci i personaggi più famosi degli ultimi lustri. Sicuramente - aggiunge - ci sarà chi avrà da ridire sulla scelta, di quello che "non meritava" o dell’altro ingiustamente escluso da questa antologia. Se accadrà - prosegue rivolgendosi direttamente all’autore - non te ne dispiacere... Hai senz’altro reso un grande servigio al nostro paese». E l’assessore provinciale Domenico Mancini, nella Prefazione, sostiene che Rizzato «non si è limitato a scrivere una semplice cronaca di ricordi, aneddoti e ritratti, ma ha anche scavato negli animi di questi "protagonisti" e dei loro familiari per portare alla luce le molteplici sfaccettature delle vite di ognuno, passando da quella pubblica a quella privata».
E la carrellata dei «Protagonisti», proposti in rigoroso ordine alfabetico da Domenico Acierno ad Armando Vitale, si apre appunto con il medaglione del farmacista e sindaco per poi proseguire con l’insegnante Salvatore Ancora (Turicchio), con il sindacalista Eliseo Antonaci, con il medico condotto Emilio Antonucci.
In un paese - dice un adagio abbastanza noto - «lasciano il ricordo il prete, il medico ed il farmacista». Rizzato dimostra che non è così. Sono più di tre, i «personaggi», a lasciarlo. Ed infatti, alla lettera B, leggiamo il solo medaglione del coltivatore diretto Giuseppe Bellanova, del quale Rizzato propone anche dei versi, mentre la lettera C si apre con il medaglione di don Cosimo Carrozzo, arciprete della cittadina, del quale si pubblica il testamento spirituale, per poi proseguire con quello del tassista Gaetano Carozzo. Ed in effetti il cognome Carrozzo è tra i più diffusi ad Erchie. Ecco perchè la serie di «Protagonisti» prosegue con il primo vigile urbano Salvatore (Turicchio) Carrozzo e con Luigi Raffaele Carrozzo, commerciante, amministratore e presidente del Credito Cooperativo. E poi, a fare l’anagrafe di un paese, non c’è solo l’ufficio del Comune: c’è soprattutto la levatrice, quella che veramente ha visto nascere tutti.
Ecco perchè l’autore non poteva non inserire Lidia Casalino. E quindi ci sono gli imopiegati comunali. Il medaglione di Aldo Cervo è il primo di una serie. E forse, a questo punto, ancora a meno di metà del libro, conviene procedere per «categorie sociali» - come Rizzato stesso le chiama -, non includendo in esse il profilo di Raffaele Margherita, semplicemente «Don Rafele» per l’autore, e scegliendo - senza far torto ai «Protagonisti» - di inserirli in una, piuttosto che in un’altra di esse.
Parliamo di amministratori della Cassa rurale, la «banca ercolana»? Ed allora ecco il dott. Angelo D’Oria, (veterinario, amministratore e presidente della stessa), ecco Don Peppo Pintozzi (primo presidente del sodalizio e artigiana e amministratore comunale) e Vito Valente (presidente).
Ci riferiamo a religiosi regolari o secolari, suore o consacrate? Ecco padre Tarcisio D’Oria (padre Carmelitano) e poi Don Antonio Di Viggiano (parroco di Avetrana); ecco Virginia Imperiale (Suor Saveria, stimmatina) e mons. Luigi Neglia (arciprete di Erchie), nonchè mons. Sergio Saioni (rettore del Santuario di S. Lucia). Rizzato, ancora, ricorda mons. Florenzo Saraceno (Arciprete di Erchie) e padre Rosario Antonio Scazzi (rogazionista).
E dopo i sacerdoti, i «medici e farmacisti»: come dire gli operatori della sanità. Rizzato, dopo i sopra citati ercolani, ricorda Federico Frassanito (farmacista), Don Vincenzino Pintozzi (pediatra) e Ferdinando Rollo (medico).
Parliamo, poi, di educatori o di operatori scolastici? Ricordiamo i profili di Ercole De Stradis (Don Ercolino) e Maria Teresa Gioia (insegnante), e ancora di Ildebrando Indraccolo (Don Pupo, insegnante ed amministratore comunale) e di Vincenzo Monticelli (preside). E quindi quelli di Ugo Enrico Morleo e Peppino Morleo (insegnanti), di Giuseppe Pintozzi (segretario della scuola media ed amministratore comunale), Cosimo Tomai (insegnante), Palma Valente (insegnante) e Armando Vitale.
Parliamo di dipendenti comunali? Rizzato propone i profili di Cosimo De Tommaso (Comandante dei vigili urbani) e Domenico Sammarco (Mimiccio, impiegato comunale).
E come non ricordare, poi, i «Protagonisti» delle attività produttive: agricoltura, industria, commercio, artigianato? L’autore scrive di Enzo Fanuli (Macellaio), Pietro Fella (imprenditore), Cosimo Friolo (agricoltore e amministratore comunale); ricorda ancora Giuseppe Micelli (Mestru Peppu N’Guatta, muratore e imprenditore) e Lucio Palmisano (intermediario e amministratore comunale), come anche Cosimo Radogna (Mestru Co, falegname e commerciante), Cosimo Valente (Cufoni, intermediario) e Domenico Antonio Valente (agricoltore).
Si obietterà: Rizzato ha dimenticato gli artisti. Nossignore. I profili di Domenico Nicolì (musicista), di Cosimo Prima (fotografo), di meno Sammarco, Mosè Scardicchio (musicista), dicono che non ha trascurato nessuno ed anzi attraverso una cinquantina di bozzetti è riuscito a delineare un secolo di vita ercolana, corredando le singole biografie di un ritratto a matita dei «Protagonisti» e documentandole ancora, e fin dov’è stato possibile, con foto significative.
Emerge il quadro di una comunità viva, piccola ma operosa, della quale Pancrazio Rizzato sollecita, con queste pagine, il legittimo orgoglio dell’appartenenza.

Angelo Sconosciuto



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